Addominali scolpiti e scrittori sconosciuti

addominaliFZQuindi sono entrato in farmacia e mentre aspettavo suor Giulia e tre anziani che chiedevano le loro cose, ho buttato lo sguardo qua e la, aspettando pazientemente il mio turno. Insomma a un certo punto vedo delle scatole con sopra l’illustrazione di questi tizi con addominali scolpiti che Swarzeneggher ai tempi di Conan in confronto sembra Mr Bean. (So che Swarzeneggher non si scrive così, ma ora non ho voglia di andare a controllare su Wikipedia)

Leggo, sulla scatola c’è scritto “iodex addominali forte“. Cioè mi fa strano, capite? Penso che in farmacia si vendano solo prodotti certificati, salutari, medicine… una scatola come quella a me sembra non molto diversa da quegli annunci di improbabili prodotti che ti promettono gli addominali delle tartarughe ninja in meno di una settimana. Continua a leggere

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Cubi rettali

Disegno di Francesca Lu'

Disegno di Francesca Lu’

Sono miliardario. Influenzo la politica e l’economia. Vendo cubi rettali.

Ho fatto un sacco di soldi con questo business. Una volta vendevo le calze di nylon della DuPont. Ma erano i tempi in cui ancora le cose venivano fatte per durare. Le calze erano così resistenti che dopo il boom iniziale le vendite calarono drasticamente. Dato che non si rompevano non c’era bisogno di acquistarne ancora. Le grandi aziende fecero tesoro di esperienze come quelle della DuPont. Oggi qualsiasi cosa compri è fatta per durare poco. Computer, macchine, televisori. Hanno sempre bisogno di assistenza. E dopo uno o due anni massimo diventano inevitabilmente obsoleti, e devi comprare un modello nuovo. Si chiama consumismo. Ma non fraintendetemi, non lo sto giudicando negativamente. Cazzo, ci campo io di consumismo, ci pago da mangiare ai miei figli, come potrei criticarlo? Continua a leggere

L’immortalità e la conversione in ePub

medusaZFScusate, dovevo parlare della conversione in ePub, ma poi ho letto una notizia scioccante che mi ha fatto cambiare anche il titolo del post. E la notizia è la seguente: L’immortalità esiste! No, non sto scherzando, e non siete capitati sul sito di Giacobbo. Parlo della Turritopsis nutricola, comunemente chiamata “Medusa immortale”. Ok già vedo facce deluse, uno pensa all’immortalità e si immagina personaggi tipo Superman, divinità greche, esseri mitologici… o più semplicemente Pippo Baudo. E invece… una medusa? Grande poi circa 4 millimetri? Oh e che ti devo dire, sempre immortale è!

Cioè quello che trovo stupefacente è che parliamo di un fatto scientifico provato, non dei vaneggiamenti di qualche finto esperto di Mistero o Voyager. Questa cosa mi intriga moltissimo e mi fa scattare quei quattro neuroni fissati con la scrittura, e comincio a rimuginare e a pensare “devo scriverci un racconto prima o poi”. Peccato che spesso, quando capitano queste cose, questo “prima o poi” si traduca in mai. E allora sai che faccio? Metto un articolo qui sul blog per tenermi questa idea e non lasciarla scappare per strada. Oh guardate che è affascinante davvero, leggetevi l’articolo di wikipedia. E se qualcuno riuscisse ad applicare la transfuga… transsepar… era qualcosa del genere ma non ricordo, insomma il principio per cui le cellule di questa medusa ringiovaniscono. Insomma dicevo e se qualcuno riuscisse a studiarle e a scoprirne il segreto? Potremmo diventare tutti immortali? Certo se il prezzo però è assomigliare a una medusa di 4 millimetri… Continua a leggere

Il demone dentro

DemonZFE insomma c’è questa cosa qui per cui ogni tanto il proprio sito/blog va aggiornato, cioè vanno inseriti articoli, va tenuto “vivo”, altrimenti magari chi passa di qui dopo le prime volte vede che non si smuove niente e dopo una visita, due… via, non ci passa più. L’associazione mentale che fa il visitatore è che se l’autore non ci scrive nulla di nuovo allora il sito è morto e defunto e il blogger ha lasciato perdere tutto, ha rimesso i sogni nel cassetto ed è tornato alla vita di tutti i giorni.

Che poi io la mia vita di tutti i giorni mica mi fa schifo, eh? Ho una moglie favolosa, una casa graziosa, un lavoro… ho un lavoro! Ma vi rendete conto? Vi sembra roba da poco di questi tempi? E quindi che dire, a volte ti viene il pensiero, a me è venuto, giusto ieri, mi pare. Cioè il pensiero “Ma chi te lo fa fare”? Scrivere? In un paese poi dove si legge pochissimo? Voglio dire, quando torno a casa potrei mettermi sul divano, vedere la TV… no aspetta scherzavo dai, non esageriamo. Potrei però mettermi a leggere, guardare un film, un telefilm, anzi come dicono oggi una “fiction”, o anche semplicemente spaparanzarmi sul divano e navigare verso siti lontani. Continua a leggere

Ebook autoprodotti, ci credono anche i grandi distributori

Be’ fa un certo effetto. Dopo il mio primo articolo, dove raccontavo il mio pensiero sull’autopubblicazione, leggere notizie come questa, riportata da Pennyebook… sì fa un certo effetto, perché ritrovi gli stessi tuoi pensieri lì, nero su bianco (vabbè diciamo pixel su schermo), scritti da qualcuno che neanche conosci. Coincidenza? Lettura del pensiero? No, mi piace più pensare alla sincronicità.

In sostanza, cosa dice Mark Coker, fondatore di Smashwords, una piattaforma di distribuzione di ebook? Dice cose molto interessanti riguardo gli autori cosiddetti “indie”, che non sta per saggi pellerossa, ma “indipendenti”. Secondo Coker gli autori che si autopubblicano in ebook hanno molte frecce al loro arco. Ne faccio un veloce riassunto, ma su Pennyebook, al link riportato poco sopra potete leggere un maggiore approfondimento. Continua a leggere

Chi fa da sé fa per tre (ovvero, una dissertazione su scrittura, editing, distribuzione)

IsolaDelTerroreQuella che vedete è la copertina del mio romanzo fantasy, L’isola del terrore. Potete averlo spendendo la folle cifra di € 0,99. Il perché del prezzo così basso è spiegato più avanti. È appena uscito e per ora è presente su Ultimabooks.it e su Amazon Kindle Store, ma prossimamente lo troverete anche su tutte le altre librerie online. Potete acquistarlo in formato mobi per leggerlo sul Kindle. Oppure in formato ePub e leggerlo ovunque: su computer, tablet, smartphone o ebook reader. Di qualsiasi marca. Cliccate sull’immagine per ulteriori informazioni e per leggere il primo capitolo. Se invece vi incuriosiscono i retroscena di questa pubblicazione e volete approfondire il discorso che dà il titolo al post allora rimanete pure su queste righe, siete i benvenuti! Continua a leggere