Chi fa da sé fa per tre (ovvero, una dissertazione su scrittura, editing, distribuzione)

IsolaDelTerroreQuella che vedete è la copertina del mio romanzo fantasy, L’isola del terrore. Potete averlo spendendo la folle cifra di € 0,99. Il perché del prezzo così basso è spiegato più avanti. È appena uscito e per ora è presente su Ultimabooks.it e su Amazon Kindle Store, ma prossimamente lo troverete anche su tutte le altre librerie online. Potete acquistarlo in formato mobi per leggerlo sul Kindle. Oppure in formato ePub e leggerlo ovunque: su computer, tablet, smartphone o ebook reader. Di qualsiasi marca. Cliccate sull’immagine per ulteriori informazioni e per leggere il primo capitolo. Se invece vi incuriosiscono i retroscena di questa pubblicazione e volete approfondire il discorso che dà il titolo al post allora rimanete pure su queste righe, siete i benvenuti!

In questo primo articolo cercherò di raccontare come e perché ho deciso di autopubblicarmi. Nel frattempo spero anche di invogliarvi a leggere qualcosa di mio. Facciamo però subito una distinzione. “Autopubblicazione” non va confusa con “pubblicazione a pagamento”. Quest’ultima è la trappola in cui cadono molti aspiranti scrittori, ansiosi di veder pubblicato il loro lavoro. In questo caso possono cadere nelle grinfie di qualche “editore” senza scrupoli che promette loro editing, marketing e distribuzione da favola… salvo chiedere in cambio un “contributo spese”. Quello che accade di solito è che del libro dell’aspirante autore ne vengono stampate poche copie, piene di errori grossolani, distribuite al massimo in qualche libreria isolata.

No. Qui parlerò di altro. Sintetizzando, parlerò della possibilità che oggi ha chiunque di autopubblicarsi, in maniera onesta, grazie agli ebook. L’esposizione sarà forse un po’ lunga, ma cercate di capirmi. È il primo articolo di questo blog, e voglio dare un’idea più chiara possibile della mia idea di scrittura e di che cosa aspettarvi da questo sito. Quelli successivi saranno più brevi, ok? Va bene, allora andiamo a incominciare.

Prima riflessione. Quei quattro gatti che capiteranno qui si chiederanno senz’altro chi è questo Zorzer che se la canta e se la suona. Se vale la pena leggerlo dovrebbe essere pubblicato da qualche editore. Dovrei trovarlo in libreria, giusto?

Può darsi di sì. Ma può darsi anche di no. Perché? Pur essendo un signor nessuno, qualche esperienza di pubblicazione la possiedo. Potete verificare facendo un salto nelle altre sezioni del sito, se volete. Sapete cosa ho scoperto in questi anni? Gli editori non hanno nemmeno il tempo di rispondere agli aspiranti scrittori che mandano i manoscritti. Ma attenzione, questo non vuole essere lo sfogo del grande scrittore incompreso dagli editori! Tanto più che finora ho pubblicato in gran parte con una casa editrice. Ho solo esposto un dato di fatto. Gli editori hanno un sacco di cose da fare. Soprattutto perché il loro obiettivo è fare soldi. E questo spesso va a discapito di quella che dovrebbe essere la loro attività principale, ovvero pubblicare cose letterariamente interessanti (e ben editate, appunto).

Sono troppo occupati, per esempio, a tradurre gli scrittori stranieri. O a fare ricerche di mercato. Il mercato, attenzione, cosa vuol dire? Facciamo un esempio concreto. Fino a poco tempo fa andavano di moda i vampiri. Ma quelli fighetti e romantici alla Twilight, eh, non quelli veri. Cosa è successo nel mondo editoriale? È successo che qualsiasi cazzata scritta da un cerebroleso è diventata appetibile per molti editori. Purché nella storia ci fosse dentro un vampiro, possibilmente affascinante, giovane, dal look dark e di cui innamorarsi. Con cui le ragazzine potessero sognare amori impossibili. Ecco, non voglio dire che tutti, proprio tutti i libri pubblicati seguendo queste politiche editoriali siano risultati schifezze. Ma parecchi sì.

E cosa è successo nel frattempo ai manoscritti che gli editori hanno ricevuto in quel periodo? Ai manoscritti inviati dagli aspiranti scrittori? Magari erano buone storie, ma non sono state neanche valutate perché non parlavano di vampiri e di conseguenza non avevano mercato. Non fruttavano soldi.

Prendiamo gli zombie, che sono la moda di adesso. Vai, si parte! Grande successo di fiction televisive, ondata di romanzi d’oltreoceano, riviste, articoli, TV… allora adesso hanno deciso di vendere libri con gli zombie.

E va bene una volta, va bene due, ma poi si arriva a storie paradossali, assurde, idiote. Purché ci siano dentro gli zombie. Magari avremo storie in cui una si innamora di uno zombi! L’hanno già pubblicata? Forse sì, altrimenti pazientate e vedrete pure questo! Eccola qui, è successo davvero! Dai ragazzi, ne hanno tratto anche un film, ma vi rendete conto? Ehi un momento, e il manoscritto inviato dall’esordiente, dove non c’erano zombie, che fine ha fatto?

Nel cestino.

Peccato. E se invece fosse stata una buona storia? Chissà magari lì fuori è pieno di gente che non ne può più di vampiri adolescenziali e zombie putrescenti e cerca qualcosa di diverso. Ma l’editore non può rischiare, perché non è sicuro del rientro economico. Allora caro editore, ti voglio aiutare io. Lo dico senza sarcasmo (vabbè, magari solo un pizzico…). Ma ti aiuto veramente, ringraziami perché da ora in poi non ti intaserò più la posta con i miei scritti da valutare. So che sei oberato di lavoro, come spiegavo sopra, quindi ho preso una decisione. Faccio da solo. Posso farlo, grazie ai mezzi disponibili oggi. Posso creare un ebook e distribuirlo online.

In questo modo se quello che ho scritto vale qualcosa lo decideranno i lettori. Avrò scritto una schifezza? Ok, nessuno ne parlerà, sarà sconsigliato e criticato e finirà nel dimenticatoio, come probabilmente è giusto che sia. Avrò scritto qualcosa di buono? Allora ne parleranno, se lo consiglieranno a vicenda e magari avrà una buona diffusione. Io da parte mia ce la metterò tutta, e poi saranno i lettori a giudicare. Cosa farà la differenza tra un successo e un fiasco? L’unica cosa che dovrebbe farla, ovvero la qualità dello scritto.

Il succo del discorso è tutto qui. Il grande cambiamento che sta rivoluzionando l’editoria è proprio questo. Chi giudica la qualità di uno scritto.

Facciamo un esempio, diciamo che ho scritto un romanzo e seguo la via tradizionale, inviandolo a una casa editrice. A un certo punto va nelle mani di un editor. Da quel momento in poi il futuro delle mie fatiche dipende dalle decisioni di una figura semidivina che decide cosa è pubblicabile e cosa no. E io dovrò sottostare alle sue decisioni. Decisioni prese sulla base di cosa? Dei suoi gusti? Forse quell’editor è innamorato dello stile di uno scrittore e lo pubblica sempre, mentre a me mi snobba, per una semplice questione di gusti personali. Magari il giorno che legge il mio manoscritto gli gira male, ha litigato con la moglie o soffre di mal di stomaco.

O magari no, magari gli piace pure quello che ho scritto, ma… non ci sono zombie o vampiri, quindi non vende. Grazie tante aspirante scrittore, ritenta sarai più fortunato!

Be’ seguiamo una strada diversa, facciamo decidere ai lettori se un romanzo piace o no. E se quello che ho scritto magari non piace a quell’editor ma a moltissime altre persone invece sì?

Potrebbe succedere. E sapete qual è il paradosso? Che se accadesse questo a quel punto sarebbe la casa editrice che mi verrebbe a cercare, proponendomi di pubblicare in libreria con loro! Perché scoprirebbero che una cosa che avevano ignorato… vende!

Va bene, abbiamo parlato di vendite. È il momento della seconda riflessione. Parliamo di prezzi.

Sono sicuro che qualcuno osservando il prezzo del mio romanzo ha pensato “Non deve valere niente, costa troppo poco”. Allora cerchiamo di capire. Perché questi libri costano poco? Se costano poco allora valgono poco?

No. Il discorso è diverso. Un libro non è come una stanza d’albergo, che più paghi e meglio è. Un libro può costare pochi euro ed essere un capolavoro o può costare decine di euro, pubblicato in edizione di lusso con copertina figherrima ed essere una cagata pazzesca. Allora cosa va a formare il prezzo di un libro? Di solito si compone così:

30% – Distributore

30% – Libreria

25% – Costi di stampa

4% – IVA

Possono esserci alcune variazioni, ma grosso modo la proporzione è questa. Guardate che non lo dico io, lo dicono gli editori stessi. Cercate in rete queste informazioni, sono disponibili.

Se tirate le somme si fa presto a capire che per l’editore e lo scrittore resta da dividersi un miserrimo 11%. L’editore deve pagare i suoi collaboratori, gli editor, la copertina, la promozione, la pubblicità. Allo scrittore alla fine la percentuale che rimane è 6-8%.

Capite già che c’è qualcosa che non va in tutto questo, vero? Lo scrittore mette anima, lacrime, sangue e tempo nel suo scritto, e la sua percentuale è tra quelle più basse. E fino a poco tempo fa doveva stare zitto e mosca. Magari qualche nome affermato poteva chiedere qualcosa di più, ma senza esagerare. Perché non c’era alternativa. Come poteva lo scrittore impaginarsi il libro, farsi una copertina, stamparlo e portarlo nelle librerie? Semplice, non poteva.

Ed ecco come risultato un libro da venti euro in libreria. Magari che parla di zombie.

E tu, lettore, lo compri. Pensando “cavolo questo libro costa venti euro, ma è edito da un grande editore, ci sono gli zombie. Dev’essere una figata!”

Poi lo leggi, e guarda un po’… scopri che fa proprio schifo.

Torniamo alla domanda iniziale. Perché i miei libri costano poco?

Perché deve esistere un dio degli scrittori lassù da qualche parte e, forse per ripagarli di tutti i sacrifici fatti fino a oggi da Gutenberg in poi, ha inventato gli ebook.

Oggi posso scrivere il mio libro, me lo posso impaginare, mettergli una copertina, e appoggiarmi a uno dei tanti servizi di distribuzione digitale per renderlo disponibile online. Amazon, Apple, Simplicissimus. Non esistono costi di stampa, non esistono rese, non esistono distributori che devono consegnare fisicamente il libro nelle librerie.

Il prezzo lo decido io e me lo divido solo con il distributore che ho scelto. Lo straordinario risultato? L’ebook costa molto meno della versione cartacea e lo scrittore, come è giusto che sia, prende dal 60% al 70% del prezzo di copertina. Insomma, vantaggi sia per il lettore che lo scrittore.

Capito? Lo scrittore non deve più auspicarsi un prezzo di copertina di venti euro per guadagnarne due ogni copia venduta. L’ebook può costare quattro euro e chi scrive guadagna lo stesso due euro per ogni copia.

Vengono eliminati i costi dell’editore, della stampa e della distribuzione. Per questo l’ebook costa meno, non perché valga meno di uno in libreria. E guardate che questo ragionamento, a parte il signor nessuno autore di questo articolo, lo hanno fatto diversi scrittori già affermati, che hanno deciso di fare a modo loro, proprio per le ragioni di cui sopra. Non hanno più bisogno di stampatori e distributori che portano i loro scritti in libreria.

Alcuni esempi. Conoscete Giorgio Pezzin? Il nome non vi dice nulla, probabilmente. Eppure dovrebbe, perché chissà quanti Topolino avete letto scritti da lui. Ha scritto per la Disney, per Bonelli. Non stiamo parlando di un esordiente, stiamo parlando di una persona che, insieme alla moglie, ha scritto più di ottocento storie! Circa ventisettemila pagine di fumetto! Eppure a un certo punto si è stufato del sistema editoriale e ha deciso di fare tutto da sé.

Un paio di esempi dall’estero. Norman Spinrad, uno dei più grandi autori americani di fantascienza ha deciso di fare uscire un romanzo come ebook perché nessun editore era disposto a pubblicarglielo. Holly Lisle, prolifica scrittrice di fantasy e fantascienza, con all’attivo oltre trenta volumi pubblicati. Sentite cosa ne pensa dell’autopubblicazione.

Questo sta succedendo soprattutto all’estero, per motivi prettamente tecnologici. Negli USA in particolare è normale vedere persone che leggono sugli ebook reader o sui tablet, ormai diffusissimi. Da noi leggere ebook non è ancora molto comune. Ma ci arriveremo. Quando la maggior parte dei lettori comprerà ebook online, invece che andare in libreria, la rivoluzione si compirà anche qui.

Certo poi il libro può piacere o meno, sia chiaro. Potrà fare schifo o diventare un bestseller. Questo dipenderà però solo dalla capacità dello scrittore e dal gradimento dei lettori. Ma se vi farà schifo vorrà dire che avrete speso male due euro e non venti! Se viceversa vi piacerà vi ritroverete a pensare “Guarda che bella storia che ho letto, e costava solo due euro!” Niente più intermediari, solo scrittore e lettore. L’editoria è cambiata.

Un altro vantaggio rispetto alla libreria è che potrete sempre farvi un’idea del libro prima di acquistarlo. Spesso infatti gli scrittori rendono disponibile gratuitamente un’anteprima dell’ebook. Per quanto riguarda i miei libri, anche io renderò sempre scaricabile gratuitamente il primo capitolo. Inoltre pubblicherò i miei scritti senza DRM (Digital Rights Management), l’odioso “lucchetto digitale”. Ovvero, come dicevo all’inizio del post, una volta scaricati potrete leggerli su qualunque PC, MAC, tablet, smartphone o ebook reader.

Facciamo un confronto su come si acquista un libro nel modo tradizionale e come invece avverrà in futuro (un futuro dietro l’angolo, sta già in parte accadendo).

Modo tradizionale: Si va in libreria. Per forza di cose la scelta è limitata, perché già preselezionata dagli editori. Si comprerà qualcosa di quello che le librerie hanno sugli scaffali. È noto poi che i grandi editori, avendo più soldi, hanno più spazio nelle librerie e più autori. Se cerchiamo qualche autore affermato e che sia stato giudicato commercialmente interessante allora lo troveremo senza problemi. Ma… gli altri? La libertà di scelta che fine fa?

Oppure, se cercate quel libro pubblicato venti anni fa? “Mi dispiace, non viene più ristampato”.

Domani: Il lettore che vuole acquistare un libro avrà una scelta infinita. Senza sottostare alle decisioni degli editori. Troverà online qualsiasi libro, scritto ieri o venti anni prima. Si creerà da solo una lista di autori che gli piacciono. La selezione se la farà secondo i suoi gusti, senza sottostare a qualche editor che pensa di poter decidere per lui. Tu che stai leggendo, hai le tue preferenze. Ti piacerebbe sottostare a quelle degli altri? Immagino di no. Allora cerca nelle librerie online e trova quello che ti interessa. Secondo i tuoi gusti, non filtrati da nessuno. E oltretutto spendi molto meno.

Qualcuno ora giustamente penserà: Aspetta, ma anche gli editori pubblicano ebook online. Come faccio a fidarmi di uno sconosciuto? Chi è questo Zorzer, ma chi lo conosce? Non è meglio andare sul sicuro e comprarmi il libri di un grande editore?

Rileggete quello che dicevo più su. Il fatto che su un libro ci sia l’etichetta di un grande editore non è automaticamente sinonimo di qualità dello scritto. Osate, provate a leggere un autore indipendente. Spendendo davvero poco potrete conoscere un nuovo scrittore. Se non vi piace non avrete buttato un capitale.

Vi invito inoltre a riflettere su certi scrittori divenuti famosi (poi farò qualche nome), e qui approfondisco quello che accennavo più su. Sul paradosso cioè dell’autore indipendente che viene ignorato dagli editori, salvo poi essere ricercato da loro, una volta che ha avuto successo. Quello che oggi voi magari considerate un romanzo appetibile, perché porta l’etichetta del grande editore, perché ha venduto decine di migliaia di copie, quello con la copertina fichissima, il libro insomma che vi fidate di comprare, in passato magari è stato pubblicato in modo indipendente con quattro soldi, senza nessun editore alle spalle. Come è possibile?

Mettiamo caso che il signor nessuno si scrive il libro da solo e lo mette su Internet. Il libro è bello, comincia il passaparola, viene scaricato prima in centinaia di copie, poi migliaia, poi addirittura centinaia di migliaia. E poi sai che succede? Guarda un po’… Gli editori, che prima non se lo filavano e magari avevano pure rifiutato i suoi manoscritti… Toh, all’improvviso fanno a gara per accaparrarsi l’autore e pubblicare il suo romanzo! Ed ecco il libro pubblicato in libreria con l’etichetta del grande editore, copertina fantastica, e fascetta che indica quante migliaia di copie ha venduto.

Qual è la morale? Se un libro vale, si affermerà. Con un grande editore o senza.

E ora qualche nome, come avevo promesso. Storie che confermano l’assoluta verità dell’affermazione qui sopra.

E.L. James vi dice nulla? È l’autrice del fenomeno editoriale dell’anno appena passato, “Cinquanta sfumature di grigio”. Il romance, o meglio, in questo caso, il “porno-soft”, magari non vi interessa. Ma anche se non leggete questi generi, anzi addirittura anche se non leggete proprio nulla, avrete senz’altro sentito parlare di questo successo mondiale. Se ne è parlato sul web, nei giornali, nei talk-show, nei TG… insomma non potete proprio non averne sentito parlare, a meno che non siate appena arrivati da Marte. Sapete come è nato il libro? L’autrice, appassionata di Twilight (ARGH!) aveva scritto una “fanfiction” nel 2009, autopubblicandosi sul Kindle Store di Amazon. Per chi non lo sapesse una “fanfiction” è un’opera scritta dai fan prendendo spunto dalla storia e i personaggi di un’opera originale (in questo caso appunto Twilight). La storia è piaciuta moltissimo, e il successo di download ha attirato un editore. È stato cambiato il nome dei personaggi e la storia è stata ripubblicata come “Cinquanta sfumature di grigio”. Milioni di copie vendute in tutto il mondo. Da una fanfiction pubblicata per conto proprio su Amazon. Niente male, vero?

Facciamo un altro nome. Questo è più per cultori di fantascienza, ma la storia è la stessa. Partito da Internet, arrivato a successi clamorosi. Dmitry Glukhovsky. Autore del romanzo “Metro 2033”. La storia, nata dalle ore passate dal ragazzo nella metropolitana di Mosca per andare a scuola, si è trasformata in un libro che gli editori hanno rifiutato. Ha quindi deciso di pubblicarlo su Internet (era il 2002). Tra l’altro lo rese scaricabile gratuitamente. Nel corso di tre anni l’autore ha raccolto i suggerimenti e le correzioni degli utenti che scaricavano il suo libro. Nel 2005 è stato pubblicato da un editore, lasciando comunque disponibile gratuitamente la versione scaricabile. Risultato? 400.000 copie vendute, due milioni di download dal sito ufficiale. Tradotto in quindici lingue. Nel 2010 ne è stato tratto anche un videogioco. Una bella rivincita per un ventitreenne che vede rifiutarsi un romanzo.

Qualcuno sta pensando forse “vabbè, ma quelle son cose che succedono solo agli stranieri, qui da noi non succede mai”. Sicuri? Mai sentito il nome di Antonio Menna? E come vedete non è un nome straniero. Menna scrisse un post sul suo blog, tempo fa, tuttora online, tra l’altro. Il post era “Se Steve fosse nato in provincia di Napoli”. Quel post dell’ottobre 2011 oggi è diventato un libro edito in libreria da Sperling & Kupfer (Non da pizza e fichi edizioni, eh, Sperling & Kupfer, quella che pubblica tutti o quasi i libri di Stephen King, per capirsi).

Un altro esempio, leggermente diverso perché parliamo di un’autrice già affermata, Paola Barbato. Ma un episodio che la riguarda è interessante, perché conferma il discorso che facevo sulla qualità dello scritto e sul comportamento degli editori. Andate in edicola, troverete un suo albo a fumetti che si chiama “Davvero”. Paola Barbato, oltre a scrivere romanzi (lo dico per quelli che ancora sono convinti che esiste la letteratura di serie A e B e poi in fondo in fondo i fumetti, “roba per bambini”), è una grande scrittrice di fumetti. Per esempio è una delle sceneggiatrici più amate di Dylan Dog, dopo che quest’ultimo è stato abbandonato dal “papà” Tiziano Sclavi. Paola credeva molto nella storia di “Davvero”. Un fumetto che racconta storie di personaggi normali, non supereroi strafighi o vampiri romantici. La protagonista della storia è una tipa normale, non un pezzo di sgnacchera tutta curve. I soliti editori che tutto sanno e tutto prevedono, le hanno detto “no”. Non c’è mercato per quella storia, non s’è mai vista roba così in edicola, e quindi non venderà. Sapete che ha fatto la Paola? Ha cominciato a pubblicarselo da sola online. Migliaia di accessi… indovinate che è successo tempo dopo? La Star Comics le ha bussato alla porta, e ora l’albo esce in edicola. Lei stessa racconta qui la genesi del progetto. Leggete anche questi post (uno e due) di Leo Ortolani, l’autore di Rat-Man, un grandissimo autore di fumetti (e se non lo conoscete vergogna, andate subito a comprare Rat-Man in edicola!).

Passiamo al fantasy. Storie diverse per altri due grandi autori, Christopher Paolini e J.K. Rowling. Diverse nel senso che nel loro caso non sono partiti da Internet. Però c’è qualcosa nella loro storia che ci interessa. Christopher Paolini, autore della saga di Eragon (libri, film, ne avrete sentito parlare, immagino). Il primo libro della saga fu pubblicato autonomamente, a spese dei suoi genitori, che credettero nell’abilità del figlio molto più che gli editori. Un giallista americano lo scoprì in una piccola libreria e lo propose al suo editore. Eragon arrivò in cima alle classifiche dei best-seller del New York Times. Il resto, come si suol dire, è storia. Per un approfondimento, vedi articolo su effemme 6. Ecco quindi un altro caso di autore che ha fatto tutto da solo, senza affidarsi a nessun “esperto” che leggesse il suo romanzo. Dicevamo J.K. Rowling. Devo davvero ricordarvi che è l’autrice della saga di Harry Potter? Immagino che sappiate, almeno vagamente, chi sia Harry Potter, anche se normalmente vi occupate di ingegneria idraulica e leggete solo manuali di installazione. Il suo “Harry Potter e la pietra Filosofale” in un primo momento è stato rifiutato da diciannove case editrici. Sì avete letto bene, diciannove. Come è possibile che un romanzo che, una volta pubblicato, ha venduto 120 milioni di copie in tutto il mondo, venga rifiutato non da una o due, ma da diciannove case editrici? Martina Frammartino, su Fantasy Magazine, ipotizza che il manoscritto della Rowling sia arrivato sul tavolo sbagliato al momento sbagliato. D’accordo, è possibile. Ma sinceramente non mi va di rischiare che il mio manoscritto, magari buono, non venga pubblicato solo perché “arriva sul tavolo sbagliato nel momento sbagliato”. Sai che faccio? Me lo pubblico io. Non so se sarò il prossimo Glukhovsky o la prossima E.L. James. Forse quelli sono casi limite, che difficilmente si ripetono. Ma di una cosa sono sicuro. Se i miei scritti venderanno o meno lo deciderete voi e solo voi, i lettori. A voi il potere di farmi diventare il prossimo caso editoriale o di relegarmi nel dimenticatoio degli aspiranti scrittori. Io da parte mia ce la metterò tutta.

Questa non è una guerra contro le case editrici. Anzi in futuro spero di collaborare con un editore, magari per una bella edizione cartacea. Perché vorrà dire che i miei scritti saranno piaciuti. Ma grazie a Internet, agli ebook e alle librerie online, il futuro mercato dei libri lo farete voi, i lettori, non più gli editori. Voi decreterete il successo o meno di uno scrittore. Anche del mio.

Buona lettura.

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2 commenti su “Chi fa da sé fa per tre (ovvero, una dissertazione su scrittura, editing, distribuzione)

  1. thyangel83 ha detto:

    Sono arrivato qui da WMi.
    Davvero un articolo divertente e interessante. Complimenti!
    Penso anche che tu mi abbia invogliato ad acquistare il tuo ebook, quindi doppi complimenti perché sei stato efficace!
    Ciao!

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