Spappolato, Mike…

MikeFZL’8 settembre 2009 Mike Bongiorno ci ha lasciato. Qualcuno dice che è morto, ma secondo me è più probabile che sia stato convocato dalle alte sfere celesti. Sì, magari per inventare un quiz per intrattenere gli angeli, ormai annoiati a morte, dato che da quelle parti raramente si vede qualche anima degna (le selezioni sono durissime!).

Il presentatore ha segnato, nel bene e nel male, un’epoca. È un personaggio che è andato oltre il suo ruolo, diventando un’icona, un mito, è diventato egli stesso sinonimo di “Televisione”. Che l’abbiate amato o odiato non importa, è stato comunque un simbolo, e resterà per sempre nella storia, non solo della TV, ma dell’Italia. A quattro anni esatti dalla sua scomparsa pubblico qui un mio racconto, apparso in precedenza sul numero 10 della Writers Magazine Italia, nel gennaio 2008. Consideratelo un omaggio un po’ particolare…

Mike Bongiorno appare sul televisore salutando gli spettatori con la consueta affabilità.

– Buonasera, amici telespettatori, eccoci a un’altra puntata di Impicca il criminale! Allegriaaaa!

Scroscio di applausi dallo studio e panoramica sul pubblico in sala. La telecamera fa un giro circolare e torna su Mike.

– Come sempre, qui accanto a me, la nostra valletta, la bellissima Veruska!

Altri applausi, qualche fischio. La camera inquadra una bella bruna, parte dal viso, dove brillano occhi verdi incorniciati da un ombretto viola, poi scende sul collarino nero chiodato, prosegue sul top di pelle nera, indugia su mini, calze a rete e termina sugli stivali a mezza coscia, borchiati con lo stemma della R.U.I., la Rete Unificata Italiana.

– Eh, sempre più bella, la nostra Veruska. Ha superato tutti i provini di selezione, eh? Lei è stata brava, mica come la signora Longari, che mi cascò sull’uccello! Ma andiamo subito a presentare il nostro concorrente!

Parte un jingle pimpante di sottofondo, mentre la camera si sposta su un uomo legato a una sedia con cinghie alle braccia e alle gambe. Al collo tiene un collare a cui è fissata una corda che punta verso l’alto, uscendo dall’inquadratura.

– Signore e signori, il concorrente di questa sera si chiama Fabio Bargagni. Ha ucciso la moglie con, pensate amici telespettatori, eh, quattro coltellate e una mazza da cinque chili. Un applauso!

Il pubblico batte le mani con vigore, altra inquadratura della sala, c’è una mamma con bambino che sorride alla cinepresa, prende la mano del bimbo e gli fa sventolare la manina.

– Il signor Bargagni è originario di Pescafrittole! Eh, signor Bargagni, pensate un po’, Pescafrittole, eh ci dica la verità, lei si era stancato di andare a pesca, vero? Un po’ di noia, un paesetto di provincia…

Bargagni sorride, un po’ intimidito. – Be’, sa, signor Mike, avevo bisogno di distrarmi un po’…

– E infatti, pensate, come si è distratto il nostro amico di Pescafrittole? Ha accoltellato la moglie, poi ha preso la mazzetta dalla cantina e ha… qui vedo scritto spuppolato, è giusto signor notaio?

– Spappolato, Mike. Spappolato.

– Ah, ok, spappolato. Scusate ma anche io ho una certa età, ormai, eh. Comunque, dicevamo, il signor Bargagni ha spappolato la testa di sua moglie, che l’aveva tradito con il giornalaio. Ancora un applauso!

Ovazione del pubblico, la camera inquadra Mike che prende una cartellina dalla sua postazione.

– Diamo subito inizio al gioco, vediamo la parola misteriosa!

Alle spalle di Bargagni si accende uno schermo che mostra delle linee tratteggiate:

_ _ _ _ _ _ _ _ _ _

– Le ricordo, signor Bargagni, le regole del nostro gioco, eh. Se sbaglia una lettera, si accende una tacca al nostro omino elettronico, che rappresenta l’impiccato. Se ne indovina almeno tre può comprare una vocale. Tutto chiaro, eh? Forza con la prima!

L’uomo ci pensa un po’, poi con sicurezza esclama: – Erre!

– Bene, signor Bargagni, allora lei ha scelto una consonante di uso molto comune nella lingua italiana. Vediamo lo schermo.

_ _ _ _ R _ _ _ _ _

– Ahi, ahi, peccato, solo una lettera! Ma facciamo comunque un incoraggiamento al nostro concorrente!

Mentre la telecamera inquadra i presenti si vede di sfuggita un uomo con un cartello che si defila un po’ in ritardo dall’inquadratura. Sul cartello c’è scritto APPLAUSI E SORRISI.

– Forza, Bargagni, avanti con la seconda lettera!

– Ma, ecco, penso…

– Eh, mi sa che il nostro amico è distratto un po’ dalla nostra bella Veruska, eh. D’altronde la nostra valletta fa girare la testa a molti uomini. Adesso lei è anche tornato solo soletto, quindi, magari, se vince il gioco, sarebbe disponibile, vero? Che dici, Veruska, ti piace il nostro concorrente?

Sorriso imbarazzato di Veruska e risolini del pubblico.

– Ma Maaaaik, lo sai che io sono innamorata di te!

Sorriso idiota della valletta, il pubblico fischia e applaude. Mike fa un gesto con la mano a Veruska, come a dire eh, birichina.

– Amici telespettatori, la mia assistente si diverte sempre a prendermi in giro. Sapete, una volta non era così, ai tempi di Lascia o raddoppia le vallette dovevano solo farsi vedere senza dire niente. Ma oggi, dopo tanti anni, i tempi sono cambiati e mi dicono che devo modernizzarmi un po’ anche io, e allora…

Ancora applausi del pubblico, qualcuno grida “Bravo, Mike! Bravo!”

– Ma torniamo al nostro gioco! Forza, signor Bargagni! Un’altra lettera.

– Allora, ecco, ho pensato la Vu.

_ _ _ _ R _ _ _ _ _

– Peccato, niente da fare per il nostro concorrente. La prima tacca si accende!

Sullo schermo compare un omino stilizzato, sembra il disegno di un bambino. C’è una forca disegnata con semplici linee. Sulla forca si accende una lucetta che rappresenta la testa.

Il gioco prosegue ancora per qualche tempo, Bargagni indovina due lettere e ne sbaglia tre.

_ _ _ T R _ L _ T _

Ora l’omino stilizzato ha anche il corpo e le braccia. Mike Bongiorno si rivolge direttamente alla telecamera.

– Allora, signori, come vedete la situazione si è fatta molto interessante, eh? Ora è il momento del nostro sponsor, ma non andate via, perché subito dopo torniamo con… Impicca il criminaleee!

L’audio sfuma sul battimani dei presenti, un breve momento di nero.

Compare Mike vestito come un cacciatore, in uno studio pieno di fucili, pistole e diverse altre armi. Al suo fianco Veruska, che indossa minigonna e reggiseno mimetici, e un paio di anfibi slacciati ai piedi.

– Sai, cara Veruska, l’altra sera ho visto un ladro che mi rubava la macchina, ma la mia vecchia Magnum 44 si è inceppata!

– Ma Maaaaik, adesso ci sono le armi della… Splatter Mechanics! – Veruska prende un fucile dalla rastrelliera e ne accarezza languidamente la canna, mentre elenca le sue proprietà. – Carrelli autolubrificanti per evitare inceppamenti. Mirini di precisione laser fino a duecento metri. Proiettili perforanti approvati dal Ministero dell’Autodifesa Personale! Butta la tua vecchia pistola. Ora c’è Splatter Mechanics!

Riprende a parlare Mike: – Cara Veruska, hai proprio ragione. Adesso compro un bel fucile della Splattter Mechanics, così avrò sempre… – un momento di pausa e poi Mike e Veruska pronunciano in coro, sorridendo allo schermo – … la sicurezza di fare centro!

Il video si fa nero e compare il logo di una pistola, con accanto una testa stilizzata con un mirino disegnato sulla fronte.

Attenzioneleggereattentamenteillibrettodiistruzioninonadattoaibambinidietàinferioreaitredicianni.

Torna lo studio, con una grande panoramica sul pubblico che applaude, poi viene inquadrato Bargagni, ancora legato alla sedia.

– Bentornati, amici – dice Mike. – Allora proseguiamo. Ricordo che il nostro concorrente ha ancora due possibilità per salvarsi. Forza, signor Bargagni!

L’uomo suda vistosamente, le mani hanno un leggero tremolio. Un addetto del personale gli si avvicina e gli deterge la fronte. Una musica d’atmosfera sottolinea il momento di tensione.

– Compro una vocale. La I!

– Benissimo, il nostro concorrente compra una vocale. Allora vediamo lo schermo.

_ I _ T R _ L _ T _

– Ah, che sfortuna, amici ascoltatori. Una sola vocale. Accidenti, ma lei è proprio sfortunato, signor Bargagni – dice Mike con l’aria sconsolata. – Signor notaio, ma siamo sicuri che c’è una sola I nella parola misteriosa, eh?

– Sì, Mike. Assolutamente.

– Bene, mi dispiace per lei, Bargagni, ma noi dobbiamo comunque andare avanti con il gioco, eh? Mi dica una nuova lettera.

– Io… – Bargagni è sempre più sudato, l’addetto continua a detergergli la fronte. – La Emme!

– No, signor Bargagni, ma che mi combina? La Emme l’aveva già detta! Ecco che s’illumina una gambina dell’omino. Su, Bargagni, non si distragga. Mi dica una lettera che non mi ha già detto, oppure la soluzione. Ha una sola possibilità. Incoraggiamo il nostro concorrente!

Il pubblico comincia a battere le mani ritmicamente, poi a un cenno nascosto si placa e ritorna la musica d’atmosfera.

Bargagni trema tutto, balbetta parole senza senso.

– Forza, il tempo stringe e dobbiamo cedere la linea alle previsioni del tempo!

– Io… la… la… provo la Enne.

Parte una sirena assordante, a cui segue una musichetta sconsolata tipo Wil Coyote che casca nel burrone.

– Peccato, signor Bargagni, peccato!

Parte una musica allegra e, mentre degli addetti si avvicinano al concorrente, il pubblico insieme a Mike comincia a canticchiare: – Impic-ca, impic-ca, impicca il cri-mi-nale, impic-ca impic-ca…

Bargagni comincia a urlare, gli addetti lo slegano e lo tengono fermo, poi di colpo lo lasciano. L’urlo di Bargagni si smorza in un rantolo rauco, mentre la corda al collo si tende e di scatto viene sollevato verso l’alto. L’inquadratura si allarga fino a comprendere la forca, alta sullo studio, dalla quale pende l’uomo, paonazzo in viso. Poi smette di agitarsi e gli occhi gli si rivoltano verso l’alto.

– Peccato, amici telespettatori. La parola misteriosa era… Pietralata! Pietralata!

Pietralata. Fermata di Pietralata. Uscita lato destro. Prossima fermata Santa Maria del Soccorso.

Fabio Bargagni si desta di colpo in un vagone della linea B della metro.

Si trova quasi sdraiato su una fila di sedili. Stropiccia gli occhi, vede che è arrivato a destinazione e raccoglie di corsa le sue cose, gettandosi attraverso la porta un attimo prima della chiusura. Nella fretta perde due oggetti che rimangono per terra sul vagone. Un magazine Tv con in copertina Mike Bongiorno e un tascabile di Stephen King.

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