Ebooklandia

ebookFZAvete presente quando avete un sacco di cose da dire e non sapete da che parte cominciare? Ecco è così che mi sento ora. Sono passati un po’ di giorni dall’ultimo post e nel frattempo sono uscite diverse altre news qua e là riguardo ebook e autori indipendenti.

Notizie sulle quali magari riflettere, come quella secondo cui gli editori USA vorrebbero farla pagare molto cara ai pirati che scaricano gli ebook illegalmente. Le misure che si vorrebbero adottare non si limiterebbero alla solita causa per trascinare il pirata in tribunale, si parla invece di misure estreme, come inserire apposta malware per danneggiare il computer dell’utente e scattargli una foto di nascosto tramite webcam. Eh sì, visto che ci siamo friggiamogli pure il cervello! Mi vengono in mente le difese elettroniche delle megacorporazioni di Cyberpunk 2020. Attenzione, non si parla solo di misure contro il pirata che ha craccato il file, ma proprio contro un qualsiasi utente che possegga quell’ebook illegale. La genialata viene dalla “Commissione sul furto della proprietà intellettuale americana”, non dal solito sito di complottisti, quindi in teoria desta preoccupazione, perché la fonte è attendibile.

hackerFZPerché dico “in teoria”? Perché questa sarà pure l’intenzione, ma la vedo di difficile applicazione. In base a cosa si potrebbe controllare il computer dell’utente, con quali mezzi? Secondo quale procedura si troverebbero e identificherebbero gli ebook piratati sul PC di un utente? Che fanno, uno scan da remoto (e come? Installando di nascosto un software su tutti i PC venduti?) e controllano tutti i file con estensione .epub, .mobi e così via? Tutto questo sforzo e casino e poi magari all’utente basta cambiare l’estensione di un file per annullare il controllo? Insomma a me sa tanto di discorso già visto, con le solite guerre già fatte (e perse) contro la musica e i film piratati. Secondo me la questione è, come sempre, molto semplice. Fate prezzi onesti e prodotti di qualità e la gente non ricorrerà ai file pirati. Fate in modo che sia più semplice e conveniente comportarsi bene e fare l’acquisto legale, piuttosto che andare a cercarsi online una copia pirata, magari scritta male.

Certo se poi invece cominciate a mettere lucchetti digitali e a pretendere 15 euro per un ebook, allora il pirata ve lo andate a cercare…

aieFZMa veniamo nella nostra penisola, terra di santi, poeti, navigatori (a bassa velocità) e… imbecilli. Eh sì lo dico senza remore. Perché se è vero che il progresso di un Paese si vede anche da come funzionano le sue scuole, allora continuiamo a stare indietro. Per carità, non voglio giudicare tutto il sistema scuola solo per quanto riguarda l’adattarsi ai libri elettronici, però anche questo conta, per non rimanere indietro. E anche magari per aiutare i nostri ragazzi a non andare sempre a scuola con gli zaini pieni, carichi come muli. Di cosa parlo? Semplice, del ricorso al TAR fatto dall’AIE, l’Associazione Italiana Editori, contro il decreto Profumo che obbliga le scuole a dotarsi di ebook già per l’anno scolastico 2014/2015. L’AIE dice che quel che non gli sta bene sono i tempi di realizzazione, non gli ebook in sé. Sarà ma… forse l’editoria scolastica è una mezza mafia? Giudicate voi. Secondo Palumbo, “il decreto Profumo viola i diritti patrimoniali di autori ed editori, espressamente tutelati dalla legge, creando al tempo stesso un danno di sistema a tutta la filiera – si pensi a stampatori, cartai, promotori, ma anche agli stessi autori”. Aggiungiamo pure che non gli sta bene nemmeno il fatto che i costi dei libri per le famiglie calerebbero del 20/30%. Insomma capita l’antifona? Ci vanno a perdere soldi!

Basta notiziacce, guardiamo a quelle positive! Per esempio iniziative come quella di RCS, che usa Pinterest per far conoscere ai lettori gli ebook. Oddio, mi sembra che per entrare su Pinterest devi essere iscritto, un passaggio non gradito a tutti i naviganti (un’altra iscrizione? Un’altra password da segnarsi? Uff!), però magari a chi già è iscritto la cosa può far piacere. Meglio quello che niente, e poi mi sembra che sia uno dei social network in crescita e molto apprezzati (per sentito dire, io non so neanche com’è fatto).

Torniamo all’estero per parlare degli indie inglesi. Hanno il 20% degli ebook di genere pubblicati in Gran Bretagna, lo sapevate? Sapevatelo! Certo anche in UK non è che sia grandissimo il mercato ebook (circa il 2% del totale), ma mica male pensare che un quinto di quelli di genere sono di autori indipendenti e non del Dan Brown della situazione, no? Inoltre dalla ricerca risulta che gli acquirenti di questi libri siano fortissimi lettori, tipo che il 61% legge un libro al giorno (gasp!). Hey Boys… something in Italian? No, eh…

tronoFZAttraversiamo l’oceano e torniamo in USA, chiudendo in qualche modo il nostro giro. Per dire che la nuova edizione ebook delle ormai “famoserrime” Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin è interattiva, e questo ci dà un’indicazione di dove sta andando il mercato degli ebook. Cominciamo a spostarci dal semplice cambio di supporto, cartaceo->digitale, allo sfruttamento delle vere capacità di un libro elettronico. Cosa c’è in questa nuova edizione? Mappa interattiva che si aggiorna man mano che si procede nella lettura, una “guida turistica” ai vari luoghi della saga, glossario, albero genealogico dei personaggi, nonché clip audio interpretate dall’attore Roy Dotrice (un amico dello scrittore).

Insomma, il mercato degli ebook è sempre in movimento, e prima o poi anche il nostro arretrato Paese si vedrà catapultato nella rivoluzione digitale.

Prima o poi…

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Un commento su “Ebooklandia

  1. Smiltzer ha detto:

    Concordo in pieno. L’Italia è arretrata. Punto.

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